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cittadinanza multipla e l\'Italia

cittadinanza multipla e l\'Italia
« il: 19-12-2008, 16:41:31 »
Risulta quanto segue oppure no?

Cittadino con due o tre cittadinanze (come me, per esempio) Una comunitaria e l\'altra extra viene in Italia e ovviamente si iscrive all\'anagrafe del comune come cittadino del Paese comunitario A, non dichiarando (perché non occorre farlo e nemmeno lo potrebbe fare, anche volendo) di essere cittadino del Paese B.

Questo cittadino è, per lo Stato Italiano, cittadino del Paese A e non del Paese B.

Supponiamo que, per qualche motivo, questo cittadino avesse un diritto qualunque face al governo Italiano ma non come cittadino del Paese A, comunitario, ma del Paese B, extracomunitario (per esempio, frutto di un accordo fra l\'Italia e il Paese B) lo può fare questo creerebbe un conflitto?

Un esempio pratico. Esiste un accordo fra l\'Italia e il Brasile per le pensioni e maternità dei cittadini Italiani in Brasile e vice versa e si sa che io sono britannico e brasiliano. Suponiamo che io abbia lavorato in Brasile (in qualità di cittadino brasiliano) e abbia contribuito per tot anni. Potrei io, che sono residente in Italia in quanto cittadino britannico, evventualmente chiedere la pensione in Italia che è riservata ai cittadini brasiliani residenti in Italia?

Lo stesso discorso vale per il figlio che avremmo: potremo chiedere per lui il titolo di soggiorno come figlio extracomunitario di cittadino comunitario perché figlio di cittadino brasiliano quando il mio diritto di soggiorno in Italia deriva dalla mia cittadinanza britannica?

Oppure lo stato Italiano si limita a riconoscermi come britanico, sconsiderando ogni altra cittadinanza?
« Ultima modifica: 19-12-2008, 16:47:08 da Richard66 »
 

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cittadinanza multipla e l\'Italia
« Risposta #1 il: 19-12-2008, 18:23:59 »
c\'è una regola precisa

se si ha la cittadinanza italiana si è solo e solamente italiani
se si possiedono solo altre cittadinanze si riconosce quella ove si è residenti (o si era residenti prima di prendere residenza in Italia)
Se non si individua la residenza certa si riconosce quella con la quale l\'individuo è maggiormente in contatto (è nato, lavora, studia, ha la residenza la famiglia, etc)
 

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« Risposta #2 il: 19-12-2008, 18:34:05 »
Io prima ero residente in Francia, e prima ancora nel Regno Unito. Almeno così risulta in tutti i documenti che ho firmato in Italia dove si chiedeva la residenza anteriore. In effetti, sono in Italia dal 1999, con un periodo in Francia.

Non ho capito, nel caso che sia già stata riconosciuta la cittadinanza britannica nei confronti della pubblica amministrazione italiana mi sembra quindi che non sia più il caso di parlane di altre, o sbaglio?
« Ultima modifica: 19-12-2008, 18:49:08 da Richard66 »
 

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« Risposta #3 il: 19-12-2008, 18:46:39 »
Sembra dalla tua risposta che si riconosca quindi una cittadinanza non italiana, non due o tre o quatro.
 

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« Risposta #4 il: 19-12-2008, 19:47:13 »
quella che ti ho citato è la regola che serve ad identificare la cittadinanza predominante ai fini di legge, non puoi usare quella che vuoi nell occasione che vuoi, es. per il fisco sono francese, per l\'anagrafe tedesco, per l\'istruzione argentino.
Ovvio che non è facile per la PA accertare i fatti e se tu non sei onesto di impicci ne puoi fare quanti ne vuoi presentando ogni volta un documento differente.
 

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« Risposta #5 il: 19-12-2008, 22:42:00 »
Esatto, quindi ne segue che per l\'Italia io sono britannico e basta, certo? Anche perché ad usare le altre risulterei clandestino.

Ho un\'ultima per te, ma la chiedo domani: devo andare a prendere mia moglie a lavoro!
 

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« Risposta #6 il: 20-12-2008, 12:08:00 »
Il concetto sopra si applica ovviamente nel caso di un cittadino francese e tedesco che si reca in Italia (due cittadinanze comunitarie) o di un cittadino brasiliano e americano che si reca in Italia (due cittadinanze extracomunitarie). Invece non si può applicare nel caso di un cittadino austriaco e messicano che si reca in Italia, perché il suo diritto di soggiorno deriva non dalla cittadinanza messicana, bensì di quella austriaca. Ti sembra logico questo?

Con l\'avvento dell\'UE esistono tre livelli di cittadinanza:

Italiana
Comunitaria
Extracomunitaria

In una gerarchia delle  cittadinanze si potrebbe dire che l\'italiana ha precedenza sulla comunitaria mentre la comunitaria a sua volta prevale sull\'extracomunitaria. Sei d\'accordo?
 

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« Risposta #7 il: 20-12-2008, 12:28:34 »
no, la regola ufficiale è quella che ti ho elencato e vale nei rapporti con tutta la PA italiana, ove non sia specificatamente indicato il contrario nella legge, ci sono infatti leggi particolari come quelle relative al soggiorno ove si entra nel dettaglio e allora si verifica, come nell esempio che porti, un differente posizionamento della cittadinanza predominante.
La cittadinanza comunitaria infatti non è una vera cittadinanza, non si acquisisce non si perde, tranne nel caso in cui si acquisisca o si perda la cittadinanza di uno stato membro o uno stato entri o esca dalla comunità. La cittadinanza comunitaria è infatti un complemento alla cittadinanza nazionale e non vive di vita autonoma, si può affermare che in effetti non è una vera cittadinanza nel significato stretto del termine.
 
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« Risposta #8 il: 20-12-2008, 17:15:48 »
Esatto, quindi nel caso in cui il nostro figlio diventasse brasiliano jus sanguinis questo non potrà mai essere riconosciuto dalla PA italiana perché un cittadino britannico non può trasmettere jus sanguinis una cittadinanza che per questa stessa PA egli non possiede, nela caso la brasiliana. Sembra logico?

Nel caso della pensione, vedo di aver scritto che ho lavorato in Brasile in qualità di cittadino brasiliano. Infatti il lavorare o meno in Brasile non è un diritto inerente alla cittadinanza, ma alla residenza, come in Italia. Mio padre ci ha lavorato e andato in pensione ed è britannico. Sarebbe interessante sapere se lui potrebbe avvalersi di tale accordo per le pensione in Italia oppure se tale accordo solo si applica nel caso dei cittadini brasiliani e italiani.

Per la cittadinanza communitaria sono d\'accordo che è una cittadinanza \"secondaria\", ma, considerando che sia dipendente dalla cittadiania di uno stato membro dell\'UE, si potrebbe considerare che il denominatore comune fra la cittadinanza italiana e quella britannica sia proprio questa cittandinanza comunitaria, ossia, nel mio caso, Italia/Regno Unito=cittadinanza comunitaria e che in alcuni casi questa si contrappone alla cittadinanza extracomunitaria.

Lo stato italiano tutela particolarmente i minorenni, vero?
« Ultima modifica: 20-12-2008, 17:27:15 da Richard66 »
 

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« Risposta #9 il: 21-12-2008, 03:26:08 »
Esatto, quindi nel caso in cui il nostro figlio diventasse brasiliano jus sanguinis questo non potrà mai essere riconosciuto dalla PA italiana perché un cittadino britannico non può trasmettere jus sanguinis una cittadinanza che per questa stessa PA egli non possiede, nela caso la brasiliana. Sembra logico?

no, non ha nulla a che vedere, si applicherà sempre la regola generale tranne nei casi differenti di legge, come già discusso.


Nel caso della pensione, vedo di aver scritto che ho lavorato in Brasile in qualità di cittadino brasiliano. Infatti il lavorare o meno in Brasile non è un diritto inerente alla cittadinanza, ma alla residenza, come in Italia. Mio padre ci ha lavorato e andato in pensione ed è britannico. Sarebbe interessante sapere se lui potrebbe avvalersi di tale accordo per le pensione in Italia oppure se tale accordo solo si applica nel caso dei cittadini brasiliani e italiani.

solo ai cittadini italiani

Per la cittadinanza communitaria sono d\'accordo che è una cittadinanza \"secondaria\", ma, considerando che sia dipendente dalla cittadiania di uno stato membro dell\'UE, si potrebbe considerare che il denominatore comune fra la cittadinanza italiana e quella britannica sia proprio questa cittandinanza comunitaria, ossia, nel mio caso, Italia/Regno Unito=cittadinanza comunitaria e che in alcuni casi questa si contrappone alla cittadinanza extracomunitaria.

no la cittadinanza comunitaria è una \"integrazione\" della cittadinanza nazionale, aggiunge diritti e doveri a quella nazionale.

Lo stato italiano tutela particolarmente i minorenni, vero?

si

 

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« Risposta #10 il: 21-12-2008, 10:58:31 »
Citazione
Esatto, quindi nel caso in cui il nostro figlio diventasse brasiliano jus sanguinis questo non potrà mai essere riconosciuto dalla PA italiana perché un cittadino britannico non può trasmettere jus sanguinis una cittadinanza che per questa stessa PA egli non possiede, nela caso la brasiliana. Sembra logico?

no, non ha nulla a che vedere, si applicherà sempre la regola generale tranne nei casi differenti di legge, come già discusso.


Allora non capisco. Se il mio diritto di soggiorno in Italia deriva dalla mia cittadinanza britannica como posso chiedere alla stessa PA di rilasciare un documento dove si riconosce che, nei rapporti con mio figlio, sono di una cittadinanza diversa? Come detto da te, non sarebbe poco onesto da parte mia?

Italiani in Brasile e brasiliani in Italia, vero?. Quindi, se in Italia sono britannico, segue che non potrò chiedere la pensione come brasiliano e nemmeno potrà mio padre venire in Italia. Problema risolto.

I due concetti sopra mi sembrano contraditori.

Se il diritto dei minorenni in Italia è particolarmente tutelato, quale offrirebbe più protezione a un minorenne? Una cittadinanza comunitaria o una extra? Considera che uno dei genitori è comunitario e l\'altro no.
 

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« Risposta #11 il: 21-12-2008, 18:57:10 »
non capisci perchè cerchi in un caso specifico la norma generale.

in diritto internazionale si individua la cittadinanza prevalente nel modo che ti ho indicato ad esempio:

Legge 31 maggio 1995, n. 218 - RIFORMA DEL SISTEMA ITALIANO DI DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO

Art. 19 Apolidi, rifugiati e persone con più cittadinanze
1. Nei casi in cui le disposizioni della presente legge richiamano la legge nazionale di una persona, se questa è apolide o rifugiata si applica la legge dello Stato del domicilio, o in mancanza, la legge dello Stato di residenza.
2. Se la persona ha più cittadinanze, si applica la legge di quello tra gli Stati di appartenenza con il quale essa ha il collegamento più stretto. Se tra le cittadinanze vi è quella italiana, questa prevale.

nel comma 2 viene citato espressamente \"collegamento più stretto\" e come si individua il collegamento più stretto ? come ti ho scritto sopra.

poi ci sono leggi speciali (es. libera circolazione) che citano espressamente il possesso di una determinata cittadinanza, in quei casi non si usa la norma generale perché la legge specifica come comportarsi.
 

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« Risposta #12 il: 21-12-2008, 19:16:36 »
Infatti, hai ragione, ma a me, nel caso, interessa propio il caso specifico. Siccome dovrei argomentare con le PA britannica e italiana vorrei essere sicuro di non mentire per omissione e di fare un pasticcio a dare informazioni che non sono pertinenti. Parlare troppo a volte non è una buona idea. In altre parole, sto cercando di capire se, nel caso specifico mio prevale la cittadinanza britannica.

Immagino che nel mio caso che, nei confronti del governo britannico, io sia soltanto britannico, ma non trovo alcuna legge specifica.

E roba da matti questo.
« Ultima modifica: 21-12-2008, 19:17:04 da Richard66 »
 

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« Risposta #13 il: 21-12-2008, 19:22:45 »
Secondo te, nel mio caso quale cittadinanza prevale?
 

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« Risposta #14 il: 21-12-2008, 20:20:51 »
non ho idea dovrei sapere un po\' di cose prima

dimmi un po\' nel caso ti faccio altre domande

A) cittadinanze che possiedi
B) dove sei residente

poi ti farò altre domande