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Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« il: 23-12-2008, 10:04:57 »
Ho la necessità di avere alcuni chiarimenti sulla procedura di conversione di una Luraea. Mi spiego Meglio, la mia amica (cittadina UE)è in possesso di una Laurea in Medicina conseguita a CHISINAU, tutto il suo percorso è ampiamente documentato è legalizzato secondo le attuali  regole; attualmente ssiamo in attesa di riconoscimento della professione medica da parte del Ministero della Sanità ; ma contemporaneamente cerchiamo di richiedere l\'EQUIPOLLENZA del suo titolo con illa luarea in SCIENZE INFIERMERISTICHE. Mi sono rivolto alla segreteria di una Università che mi ha gentilmente indicato la lista dei documenti ma alla fine mi è stato detto che una volta ottenuta l\'equipollenza  bisogna comunique avere il riconoscimento da parte del Ministero della sanità per validare il nuovo titolo. A questo punto mi sorge un atroce dubbio ma qual\'è la strada da seguire? C\'è qualcuno che può aiutarmi e darmi qualche indicazione in merito?

Grazie a tutti

Vincenzo
 

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #1 il: 23-12-2008, 23:39:11 »
una laurea in medicina è totalmente diversa da quella in scienze infermieristiche, non credo che venga riconosciuta come tale.
vedi alcuni discussioni nella sezione \"La dichiarazione di valore dei titoli di studio\", abbiamo gia parlato di questo con le colleghe di vari paesi

http://www.tuttostranieri.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=13630

http://www.tuttostranieri.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=12879
ed altri

The Nurse

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #2 il: 29-12-2008, 09:30:37 »
A me non risulta che la laurea in Medicina è completamenet diversa da  quella in Scienze Infiermeristiche , se tu affermi queste cose cortesemente dammi delle indicazioni più precise  che possono chiarirmi le idee. E\' mia \"opinione\" chi ha studiato medicina in un paese non UE possa tranquillamente fare l\'infermiere in Italia ma, il problema è un\'altro ; io ho chiesto se qualcuno sa dirmi se questa conversione deve essere fatta dal Ministero della Sanità o da una Università? Se ricordo bene da qualche parte ho letto che per le professioni regolamentate tipo le sanitarie  serve sempre autorizzazione da paerte dela Ministero della Sanità?
Grazie a tutti coloro che possano aiutarmi.

Vincenzo
 

xanderx

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Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #3 il: 29-12-2008, 10:31:17 »
non si può fare, sono professioni diverse, il ministero sarebbe competente, fai domanda e così scoprio cosa pensa il ministero.
Altra cosa è se ti iscrivi all università, sicuramente una parte degli esami verranno riconosciuti.
 

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #4 il: 29-12-2008, 15:04:01 »
Ale

La tua risposta coincide con quanto pensavo. So benissimo che bisogna rivolgersi ad una università ma, la segreteria dell\'università di Torino mio ha detto che anche dopo che il Consiglio Accademico ti abbia conosciuto la Laurea in Scienze Infermieristiche  bisogna ricevere l\'autorizzazione del Ministero della Sanità. Tu mi consilgi di rivolgermi direttamente al Ministero, nel caso specifico ho già inviato la documentazione a Roma per il riconoscimento della professione Medica ma, vorrei muovermi in contemporaneo e in tempo nel caso di avere parere  negativo . Sai darmi qualche contatto per il Ministero della Sanità al quale chieder informazioni?

Grazie

Vincenzo
 

xanderx

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Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #5 il: 29-12-2008, 17:39:27 »
ti hanno detto cavolate, tu non devi richiedere l\'equipollenza, ma devi fare una iscrizione chiedendo l\'abbreviazione del corso di studi. In questo modo avrà una laurea italiana. Ottenuta la laurea dovrà fare tutti i passi che compie un qualsiasi laureato italiano per ottenere l\'eventuale abilitazione se la laurea non è direttamente abilitante (es torocinio, esame di iscrizione all\'albo, etc).
 

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #6 il: 30-12-2008, 08:15:01 »
Ale

Ti giro la mail ricevuta dalla segreteria dell\'università di Torino. A parte se non interpreto male l\'art. 50 comma 8 del DPR 394 del 1999 conferma quanto la segreteria afferma.

Ciao e grazie della disponibilità e dell\'aiuto che dai a tutti

Vincenzo

la domanda di convalida dovrà poresentarla nel periodo indicato. Se la
commissione dopo aver valutato il programma di studio non dovesse
riconoscerle il titolo accademico in Infermieristica allora dovrà
presentare la domanda di preiscrizione al corso di laurea predetto e
sostenere gli ulteriori esami.
Distinti saluti




Università degli Studi di Torino
Settore Studenti Stranieri
Via S. Ottavio, 17/4 - 10124 Torino
Tel. +39 (011) 670.4497 Fax. +39 (011) 670.4494
e-mail: segrstu.stranieri@unito.it
 

xanderx

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Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #7 il: 30-12-2008, 09:01:13 »
Vincenzo ti ho già risposto
 

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #8 il: 01-01-2009, 11:32:38 »
la info ho preso dai siti universitari- \"obiettivi formativi\":

 
Citazione
Obiettivi Formativi
Il laureato in Infermieristica è un operatore che possiede conoscenze culturali di base e competenze professionali specifiche idonee a svolgere le seguenti attività:
analisi e identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività, analisi e identificazione dei bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e formulazione dei relativi obiettivi, pianificazione, gestione e valutazione dell’intervento assistenziale infermieristico, applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche.
I laureati saranno inoltre in grado di:
- agire sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali;
- contribuire alla formazione del personale di supporto e concorrere direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca;
- essere in possesso della capacità di collaborare con le diverse figure professionali nelle attività sanitarie di gruppo;
applicare, nelle decisioni professionali, i principi dell’economia sanitaria;
- utilizzare almeno una lingua dell’unione europea, oltre l’italiano, nell’ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali.

Figure Professionali
Gli infermieri (circa 320.000 in Italia) prevalentemente svolgono le loro attività professionali nelle Aziende Ospedaliere, Aziende Sanitarie Locali, Istituti Privati di Ricovero e Cura, R.S.A., Cooperative di Servizi per l’assistenza domiciliare in regime di libera professione.
La figura professionale è stata istituita con il R.D. 15/8/1925 n° 1832 e trasformata in professione sanitaria dalla legge 26/2/1999 n° 42. Il campo proprio di attività e responsabilità della professione infermieristica è determinato dai contenuti del decreto ministeriale istitutivo del profilo professionale (D.M. 14/9/1994 n° 739), dagli ordinamenti didattici del corso di diploma universitario (D.M. 24/7/1996 n°168) e dallo specifico codice deontologico professionale (attualmente versione del maggio 1999).
Dal 1996, in attuazione del D.M. 24/7/1996 n°168, il Ministero della Sanità di concerto con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, sulla base delle indicazioni contenute nei piani regionali della formazione e tenuto conto delle esigenze sanitarie nazionali, determina annualmente con decreto il fabbisogno formativo.


 
Citazione
OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI


I laureati nei corsi di laurea specialistica in medicina e chirurgia dovranno essere dotati:

- delle basi scientifiche e della preparazione teorico-pratica necessarie ai sensi della direttiva 75/363/CEE all’esercizio della professione medica e della metodologia e cultura necessarie per la pratica della formazione permanente, nonché di un livello di autonomia professionale, decisionale ed operativa derivante da un percorso formativo caratterizzato da un approccio olistico ai problemi di salute, delle persone sane o malate anche in relazione all’ambiente chimico-fisico, biologico e sociale che le circonda.A tali fini il corso di laurea specialistica prevede 360 CFU complessivi, articolati su sei anni di corso, di cui almeno 60 da acquisire in attività formative volte alla maturazione di specifiche capacità professionali.

- delle conoscenze teoriche essenziali che derivano dalle scienze di base, nella prospettiva della loro successiva applicazione professionale; della capacità di rilevare <span id=\'hl\' style=\'background-color: yellow\'>e valutare criticamente da un punto di vista clinico, ed in una visione unitaria, estesa anche nella dimensione socioculturale e di genere, i dati relativi allo stato di salute e di malattia del singolo individuo, interpretandoli alla luce delle conoscenze scientifiche di base, della fisiopatologia e delle patologie di organo e di apparato; [/hl]delle abilità e l’esperienza, unite alla capacità di autovalutazione, per affrontare e risolvere responsabilmente i problemi sanitari prioritari dal punto di vista preventivo, diagnostico, prognostico, terapeutico e riabilitativo; della conoscenza delle dimensioni etiche e storiche della medicina; della capacità di comunicare con chiarezza ed umanità con il paziente e con i familiari; della capacità di collaborare con le diverse figure professionali nelle attività sanitarie di gruppo; della capacità di applicare, nelle decisioni mediche, anche i principi dell’economia sanitaria; della capacità di riconoscere i problemi sanitari della comunità e di intervenire in modo competente.


Il profilo professionale dei laureati specialisti dovrà comprendere la conoscenza di:

- organizzazione biologica fondamentale e processi cellulari di base degli organismi viventi; processi di base dei comportamenti individuali e di gruppo; meccanismi di trasmissione e di espressione dell\'informazione genetica a livello cellulare e molecolare; nozioni fondamentali e metodologia di fisica e statistica utili per identificare, comprendere ed interpretare i fenomeni biomedici; organizzazione strutturale del corpo umano, con le sue principali applicazioni di carattere anatomo-clinico, dal livello macroscopico a quello microscopico sino ai principali aspetti ultrastrutturali e i meccanismi attraverso i quali tale organizzazione si realizza nel corso dello sviluppo embrionale e del differenziamento; caratteristiche morfologiche essenziali dei sistemi, degli apparati, degli organi, dei tessuti, delle cellule e delle strutture subcellulari dell\'organismo umano, nonché i loro principali correlati morfo-funzionali; meccanismi molecolari e biochimici che stanno alla base dei processi vitali delle cellule e le loro attività metaboliche; fondamenti delle principali metodiche di laboratorio applicabili allo studio qualitativo e quantitativo dei determinanti patogenetici e dei processi biologici significativi in medicina; modalità di funzionamento dei diversi organi del corpo umano, la loro integrazione dinamica in apparati ed i meccanismi generali di controllo funzionale in condizioni normali; principali reperti funzionali nell\'uomo sano; fondamenti delle principali metodologie della diagnostica per immagini e dell’uso delle radiazioni, principi delle applicazioni alla medicina delle tecnologie biomediche.


come si vede, gli obbiettivi e le sfere d\'azione di queste figure sono diverse. in parole povere, medico cura la malattia, un\'ifermiere cura la persona ( nel suo contesto sociale, fisico e culturale).
e passato il tempo quando un\'infermiere era un cieco esecutore del medico, adesso e un professionista autonomo, con le sue responsabilità nonostante le vecchie credenze e abitudini ( ancora purtroppo anche dai molti infermieri).
non basta che il medico studi triplo dei anni, non puo automaticamente \"discendere\" [}:)] per comodita alle varie professioni, per arrangiare.
mi dispiace, ma mi arabbio, perche la mia professione va sempre considerata da un \"tappabuchi\", perche nessuno va arrangiare come un\'ostetrica, technico di laboratorio, o technico di radiologia? sono le lauree dello stesso livello dell\'infermiere!
[?]

« Ultima modifica: 02-01-2009, 23:35:49 da seliava »
The Nurse

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #9 il: 07-01-2009, 11:50:20 »
Seliava

Non è mai stata mia intenzione pensare che la professione di infermiere è quella dei \" tappabuchi\" ma, volgio solo precisare alcune cose. Nel caso specifico la mia amica Rumena ha conseguito la laurea in Medicina in MOLDAVIA dove ha lavorato come responsabile di Pronto soccorso presso un Ospedale di CHISINAU per 10 anni; come tu sai e questo è già stato detto molte volte su questo forum il Riconoscimento della Professione Medica in Italia è molto difficile ma noi (come ha consigliato XANDERX) stiamo provando (abbiamo già inviato tutti i documenti al Ministero della Salute) ma, a parte questo  guardando la tipologia di esami sostenuti e il piano di studio della Laurea in Scienze Infermieristiche  molte di questi esami potrebebro facilmente essere validati dal consiglio accademico di una Università come prevede il DPR 394 art. 50  purtroppo, in merito a questo argomento non sappiamo cla procedura corretta e io sto cercando sipseratmanete infomazioni su lda farsi. Se tu puoi aiutarmi te ne sarei grato

Ciao

Vincenzo
 

xanderx

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Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #10 il: 07-01-2009, 12:50:43 »
non c\'è nulla da capire, il riconoscimento dei crediti è attività discrezionale dell\'università, l ho scritto molte volte.

se io fossi laureato in architettura e mi iscrivessi a lingue, potrei benissimo chiedere il riconoscimento degli esami comuni ai due piani di studio. Riconoscimento discrezionale da parte del consiglio didattico del corso di studi.
 

Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #11 il: 07-01-2009, 15:02:29 »
non sono esperta come xanderx nella materia giuridica, ma posso dirti la mia esperienza.le mie colleghe di corso : infermiere russe, anche una mia amica argentina con esperienza lavorativa di 15 anni come strumentista, ha dovuto studiare da capo 3 anni.
 la universita le  ha riconosciuto alcune materie, esami di quali  ha saltato, ma ha seguito tutto il percorso di tre anni di laurea.
molte materie ( identiche ) che furono studiate in paesi esteri, non hanno riconosciuto per motivi vari, tipo poche ore, diverso prgramma didattico, etc.
a me personalmente, visto  ho conseguito un titolo di bacelliere in  filologia inglese in un  istituto pedagogico, mi hanno riconosciuto la lingua inglese, ma la pedagogia e la psicologia no, anche se le ore che ho conseguito, erano circa 10 volte di piu ( 2000 ore e 1000) -  motivo: diverso programma.
non mi era sembrato, dopo le lezioni [8)], era gioco da ragazzi ( ma questo è un parere personale [:D] che non interessa a nessuno)
questo per quanto riguarda l\'universita degli studi di modena e reggio emilia
siamo discriminati, ma per colpa di nostri paesi, che stanno ancora in processo di adeguamento alla direttiva europea [B)], con degli atenei che hanno programmi dei studi  difficili da recuperare ( a volte sembra un segreto di stato), lunghissimi per traduzione[:0].
« Ultima modifica: 07-01-2009, 15:15:54 da seliava »
The Nurse

xanderx

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« Risposta #12 il: 07-01-2009, 15:19:29 »
cara salieva, non si tratta di discriminazione, ma del nostro ordinamento giuridico. E\' lasciata infatti all autonomia dell università la valutazione del riconoscimento, quindi la cosa può cambiare da ateneo ad ateneo, da consiglio didattico a consiglio didattico.
La stessa validazione viene fatta passando da un Ateneo italiano ad altro Ateneo italiano. Le cose migliorano un po\' solo se si dispone di \"diploma supplement\" e degli esami indicati in CFU. Venendo dall’estero molte università inoltre sono più prudenti, e visto che conosco molto bene la realtà dei paesi dell est europeo compresa la Romania, la Moldova e l’Ucraina, non posso che essere concorde sulla prudenza, come dici tu i vostri paesi si dovrebbero impegnare di più non solo per aderire ai trattati internazionali ma anche per la lotta alla corruzione che è di livelli inaccettabili, rendendo la vita difficile ai tanti che gli studi li hanno svolti seriamente e regolarmente. Le ultime tariffe che ho sentito sono di 6000€ per una laurea in medicina, già legalizzata.
 

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« Risposta #13 il: 08-01-2009, 12:09:55 »
Xanderx

Solo 6000 Euro , quasi quasi mi compro la laurea in medicina così la aggiungo a quello di ingegneria chimica. A parte gli scherzi ragazzi io mi trovo di fornte ad una situazione che giudica assurda e francamente sono daccordo con SELIAVA sulla discriminazione; a me pare si fa  tutto un fascio, siamo daccordo sull\'utilizzo della prudenza ma è veramente assurdo avere risposte del tipo da una università toscana \"Per conseguire la aurea in scienze infiermeristiche mi dicono che un Laureato in Medicina in Moldavia deve rinunciare a 10 anni di esperienza come Responsabile di pornto soccoroso , azzerare tutti i tirocini effettuati (non valgono), e deve studiare ca. 2 anni per conseguire una laurea triennale. Ma è pazzesco cosa significa che per conseguire una laurea triennale devo buttare i miei studi e studiare 2 anni, forse si ritiene che un medico extraue non sia ingrado di fare l\'infermiere? Come ho detto nelle mie precedenti risposte la confusione è totale ho provato a interpellare diversi università,enti, ordini professionali ma ognuno da risposte molto diverse e spesso contrastanti tra loro; qualcuno mi dice di interpellare il Ministero della Sanità , qualcuno sa darmi qualche indirizzo e/o  telefono al quale posso rivolgermi per avere risposte certe.

Grazie dell\'aiuto

Vincenzo
 

xanderx

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Riconoscimento Laurea In Scienze Infermieristiche
« Risposta #14 il: 08-01-2009, 18:10:15 »
tu scherzaci, ma sai quanti si fanno venire questa simpatica idea... guardati il servizio di striscia sulla vendita delle lauree moldave proprio in medicina. Se frequenti i prezzi migliorano anche 50-100€ per superare senza troppo stress un esame. Se cerchi in Internet troverai dei siti in lingua inglese in cui si parla di vendita di lauree di paesi africani e sud americani, con tanto di tariffe e tempi...
Comunque continui a mischiare ancora tutto professione e titolo accademico, fino a quando non separi completamente i due concetti continuerai a fare affermazioni come quella del tuo ultimo post. La legge è chiara, parti dal principio che i titolo esteri non hanno valore in Italia, tutto il resto è una conseguenza. Pensa se fossi stato in Francia semplicemente non esiste il riconoscimento accademico, ma solo il professionale.