Tutto Stranieri
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   E' nato il portale di TuttoStranieri
27 May 2007
TuttoStranieri

Il primo sito per immigrati e coppie miste


Il sito nasce alla fine del 2004 con l’intento di aiutare quanti, stranieri o italiani, hanno a che fare con le complesse procedure burocratiche sull'immigrazione. Il sito è rivolto agli stranieri e alle loro famiglie, ma anche a tutte le coppie miste che nel tempo si formano inevitabilmente.

Informazioni non corrette o addirittura assenti presso le istituzioni e problemi continui con la pubblica amministrazione hanno letteralmente imposto la nascita di un portale come questo, per poter spiegare agli utenti quali sono i loro diritti e come interagire con le amministrazioni per far si che i procedimenti richiesti vadano celermente a buon fine. Due grossi difetti caratterizzano la Pubblica Amministrazione italiana: molti funzionari percepiscono l’utente come un antagonista da contrastare e non certo agevolare ed assistere e quando una norma può essere interpretata, viene sempre applicata quella più sfavorevole e restrittiva per l’utente. Nei paesi anglosassoni e del nord Europa l’utente viene invece sempre assistito e quando c’è da scegliere una interpretazione normativa, viene selezionata quella più favorevole per l’utente. TuttoStranieri si batte dalla sua fondazione affinché questi due principi di civiltà nord europea siano applicati anche nella Pubblica Amministrazione italiana.

Altro motivo per la nascita del sito è stata la difficoltà che cittadini italiani riscontrano per contrarre un matrimonio o anche solo vivere con uno straniero. TuttoStranieri è anche un gruppo di persone che, incontratesi casualmente con dei problemi o degli interessi comuni relativi all'immigrazione, hanno poi trovato piacevole questa comunità virtuale e hanno deciso di farne parte stabilmente. Il portale ad oggi conta 12.000 iscritti ed almeno 5.000 visite giornaliere.

TuttoStranieri è un sito assolutamente gratuito, sia nella consultazione che nella partecipazione attiva di un normale utente. Non è richiesto alcun contributo economico, ma solo il rispetto delle normali regole di comportamento e l'accettazione incondizionata del regolamento. I moderatori di TuttoStranieri, che svolgono la loro attività gratuitamente e per passione, sono tutti esperti in vari settori dell'immigrazione. Alcuni hanno accumulato tali esperienze per esservisi trovati direttamente coinvolti, altri sono invece professionisti nei vari settori.

Il portale si compone di tre sezioni. Il sito base www.tuttostranieri.org , in perenne costruzione e aggiornamento, che contiene una serie di guide, nonché i necessari riferimenti normativi italiani ed europei;. Il forum di discussione su www.tuttostranieri.it nel quale è possibile interagire con i moderatori del sito e con gli altri utenti. Un nuovo forum più agile e gestibile, in corso di allestimento.

Dopo l’acquisizione del sito da parte delle Edizioni dell’Impossibile, che nel tempo pubblicherà diversi libri sull’immigrazione, il portale sta ora anche ampliando il suo raggio di azione. Sono in corso di apertura, infatti, una serie di siti binazionali per favorire le relazioni fra gli italiani ed i paesi di maggior flusso migratorio (Brasile, Colombia, Egitto, Perù, Rep. Dominicana, Ucraina ed altri ancora).

Benvenuto allora nello speciale mondo di TuttoStranieri.

Amedeo Intonti

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Notizie e stampa
  Permessi di soggiorno.La tassa fantasma
 Posted by Action On 27 January 2012 At 13:59:05
Permessi di soggiorno
La tassa fantasmaIl "contributo per il rilascio e il rinnovo" fu firmato dal ministro Tremonti: un aumento secco dagli 80 ai 200 euro. Il governo Monti ha annunciato che il balzello sarebbe stato cancellato, ma finora nulla è successo. E da lunedì scatta la nuova impostadi VLADIMIRO POLCHI



ROMA – È il giallo della tassa fantasma: dagli 80 ai 200 euro per ogni rilascio o rinnovo di permesso di soggiorno. Inventata dal duo Maroni-Tremonti, la stangata doveva essere oggetto di «riflessione» da parte del governo Monti. Eppure nulla si è saputo e il tempo corre. Così, salvo notizie dell’ultima ora, da lunedì prossimo scatterà la maxitassa sui migranti.

Il “regalo†di Tremonti e Maroni. Il «Contributo per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno» nasce col decreto 6 ottobre 2011, firmato dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di concerto con il responsabile del Viminale, Roberto Maroni. La tassa, pubblicata nella Gazzetta ufficiale di fine anno, entrerà in vigore il 30 gennaio prossimo. Il contributo varia a seconda del tipo di permesso richiesto: si va dagli 80 euro per quello di durata inferiore o pari a un anno, fino ai 200 euro per il rilascio del permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo. Tassa che si va a sommare – si chiaro – a quanto (57 euro) i migranti già versano per i costi amministrativi e postali della pratica.

La rivolta delle associazioni e la risposta di Monti. L’introduzione della tassa ha scatenato la protesta di associazioni e sindacati, tanto da far muovere il governo Monti. Prima con una intervento dei ministri Riccardi e Cancellieri, poi con una nota scritta del Viminale. «Sarà analizzata la possibilità
di introdurre una sostanziale riduzione degli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno, anche prevedendo esenzioni per particolari situazioni di reddito o composizione del nucleo familiare – annunciava il 5 gennaio scorso il sottosegretario dell’Interno, Saverio Ruperto – una cosa è contribuire, giustamente, alla copertura dei costi amministrativi legati al rilascio del permesso, altra è aver introdotto un contributo a carico degli immigrati regolari, destinato al sostegno dei costi dei rimpatri degli irregolari».

Che ne è ora della tassa? Finora nulla di ufficiale si è saputo. La tassa resta in vigore e in questi giorni è cominciata la corsa ai rinnovi dei permessi di soggiorno per evitare di incapparci. La data è infatti segnata: dal 30 gennaio ogni immigrato regolare potrebbe essere costretto a sborsare un tesoretto per vedere rinnovati i propri documenti.
(27 gennaio 2012)
  Cittadini onorari
 Posted by Action On 26 January 2012 At 11:30:21
Immigrati, Pesaro anticipa la legge
"I loro figli saranno cittadini onorari"Attestato ai 4.536 bambini nati negli ultimi dieci anni in provincia. In regalo una bandiera tricolore, una copia della Costituzione e una maglia della Nazionale. Napolitano: "Un esempio da imitare"
Jurghen, uno dei bambini che diventerà cittadino onorario di Pesaro
di JENNER MELETTI

PESARO - Piange come un disperato, Marhio, nato 3 mesi fa. Aspetta la poppata, non gliene importa nulla di diventare "cittadino onorario" di questa città sul mare. Ma sarà invitato anche lui, assieme al papà e alla mamma romeni, alla festa che si terrà presto, forse al palazzo dello sport. A 4.536 bambine e bambini nati nel pesarese negli ultimi dieci anni verranno consegnati un "attestato" che dichiara la loro cittadinanza italiana, una bandiera, una copia della Costituzione e anche una maglietta della Nazionale di calcio. L'attestato non sarà purtroppo un documento ufficiale, perché quel "ius soli" che negli Stati Uniti e in Francia dà diritto di cittadinanza a chi viene alla luce in quelle terre, in Italia viene annullato dallo "ius sanguinis". Ma è un passo avanti, è la firma di un impegno. "Quando ho proposto questa iniziativa - dice Matteo Ricci, 37 anni, presidente della Provincia di Pesaro - ho utilizzato le stesse parole del Presidente: "Chi nasce in Italia è italiano". E dal Quirinale adesso è arrivata una risposta che ci spinge ad andare avanti". "La vostra - questo il messaggio di Giorgio Napolitano - è una iniziativa di grande valore simbolico. C'è da augurarsi che questo esempio possa essere seguito anche da altre realtà territoriali".

Certe idee, come le piante, nascono solo se il terreno è quello giusto. "Mio nonno Luciano - racconta il presidente della Provincia - ha lavorato per otto anni nelle miniere di carbone del Belgio. Quasi tutta la periferia di Pesaro è stata costruita da emigranti partiti subito dopo la guerra per lavorare in Svizzera e in Germania e poi tornati a casa quando qui si è avviata l'industria del mobile. Operai che sabato e domenica diventavano muratori e pagavano pietre e cemento con i soldi guadagnati negli anni dell'emigrazione. Come i romeni, gli albanesi, i marocchini di oggi". Ci sono 34.700 residenti stranieri su 360.000 abitanti, in questa provincia. Impegnati alla Scavolini e alla Berloni e anche nell'edilizia. "Ma quest' ultima è quasi ferma - dice Ricci - e tanti albanesi e romeni sono tornati a costruire case nella loro terra. Non è un caso che il Presidente abbia pronunciato quella frase così netta mentre stava aprendo la strada al nuovo governo. Dare la cittadinanza a chi nasce in Italia è una questione di civiltà - e con la nostra iniziativa faremo pressioni sul Parlamento - ma anche un segnale contro la crisi. Da questa si può uscire con più egoismo e solitudine oppure con più giustizia e solidarietà. Bisogna puntare sui valori, non solo sui numeri".

Si aspetta il ministro Andrea Riccardi, al grande incontro con i nuovi piccoli italiani. "L'altro giorno siamo stati assieme ai senegalesi, per un abbraccio dopo la strage di Firenze. Alla fine una bimba senegalese, avrà avuto cinque o sei anni, ha cantato "Fratelli d'Italia", e conosceva tutte le parole. Meglio dei miei due figli, Camilla e Giovanni. Come puoi dire, a quella bambina, che non è italiana? Come può, un Beppe Grillo, negare il "ius soli" a un milione di bimbi che sono nati nel nostro Paese? E' solo un populista che parla alla pancia degli italiani, non al cervello e al cuore".

Marhio non piange più, nella sua casa di via Agostini, vicino al mare. Di fronte a lui abita Jurghen - nome tedesco perché suo papà Ardian, partito dall'Albania, ha lavorato anche in Germania - che è nato a Pesaro, frequenta la quinta elementare e dice subito che l'idea della cittadinanza onoraria gli piace molto. "E' una cosa giusta - dice pesando le parole come se scrivesse un tema a scuola - anche perché io sono italiano. E anche albanese. Ho fatto l'asilo, la materna, il prossimo anno comincerò le medie. Con i miei compagni parlo anche in dialetto, e nessuno mi ha mai detto "albanese" come fosse un insulto". Il papà e la mamma Valbona, operaio e aiuto cuoca, raccontano che Jurghen "faceva ridere" i nonni, quando d'estate tornava a Tirana. "Provava a parlare albanese e nessuno capiva". "Ma adesso sono più bravo. Ogni tanto guardo la televisione dell'Albania, e anche i dvd con i cartoni animati, così imparo nuove parole. E poi sono ancora giovane, imparo presto. Quando vado dai nonni, dopo un paio di settimane riesco a parlare quasi come gli altri, e non li faccio più ridere". Una bandierina con l'aquila nera su fondo rosso in cucina, una grappa albanese da offrire agli ospiti. "Ma noi in casa parliamo italiano - dicono Valbona e Ardian - perché questo è il nostro Paese. Nostra figlia più grande sta facendo l'università a Urbino". La cittadinanza per i figli dovrebbe essere "una cosa naturale". "Vorremmo che i nostri figli fossero considerati una ricchezza, non un problema. Andando a scuola con loro si potrebbero imparare tante lingue, che al giorno d'oggi sono così utili per trovare lavoro". Solo qualche volta, nell'appartamento di via Agostini, si ascoltano parole arrivate dall'altra parte dell'Adriatico. "Quando mi arrabbio con Jurghen, lo sgrido in albanese. "Riurtè, mjaft", stai fermo, basta. E lui ride, fa finta di non capire".
(26 gennaio 2012)



Speriamo non sia la solita notizia per fare un po di scena.
  bozza decreto semplificazioni
 Posted by luogabri On 25 January 2012 At 16:52:18
Il primo pacchetto di semplificazioni sarà portato nel prossimo consiglio dei Ministri. Lo ha confermato il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera.

Identità, documento scadrà il giorno del compleanno. I documenti di identità "sono rilasciati o rinnovati con validità fino alla data, corrispondente al giorno e al mese di nascita del titolare, immediatamente successiva alla scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo". E' quanto si legge nell'articolo 7 della bozza del provvedimento sulle semplificazioni nella quale si specifica anche che la nuova disposizione "si applica ai documenti rilasciati o rinnovati dopo l'entrata in vigore" del decreto.

Cambio di residenza in tempo reale. "L'iscrizione per trasferimento della residenza con provenienza da altro comune o dall'estero produce immediatamente gli effetti giuridici dell'iscrizione anagrafica". Lo prevede in bozza l'articolo 5 del decreto legge sulle semplificazioni. "L'ufficiale d'anagrafe - si legge inoltre nel provvedimento - provvede, nel termine di due giorni lavorativi, a informare il comune di precedente iscrizione anagrafica mediante comunicazione da trasmettersi per via telematica".

fonte: repubblica.it
  Tutto on line
 Posted by Action On 24 January 2012 At 14:07:17
"L'IDEA di fondo è che dove c'è una lungaggine dobbiamo intervenire per eliminarla". Il ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi spiega così la ratio del nuovo decreto in arrivo, già nel Consiglio dei ministri di venerdì prossimo, sulle semplificazioni. "Abbiamo usato un metodo particolare con cui misurare gli oneri che ne derivano per i cittadini e per le imprese - prosegue il ministro - in maniera tale da poter fare una semplificazione mirata sulle cose che più servono". I settori interessati sono numerosi, almeno 16 capitoli. Oltre a famiglie e aziende, anche lavoro, appalti, ambiente, agricoltura, ricerca, agenda digitale, scuola e università.

DOCUMENTI
Il cambio di residenza avverrà in tempo reale e si potrà richiedere anche online. Chi ha disabilità userà il solo "verbale della commissione medica integrata" per ottenere le agevolazioni. Gli atti tra Comuni ed enti viaggeranno solo "in modalità telematica". Così le domande per i concorsi pubblici. Le nuove carte d'identità scadranno sempre nel "giorno e mese di nascita". Il "bollino blu" per il controllo dei fumi delle auto non avrà più cadenza annuale, ma ad ogni revisione. Per il rilascio e rinnovo della patente basterà il certificato del medico e per gli over 80 a fare la visita sarà il singolo medico, non la Commissione.

ENTI PUBBLICI
La pubblica Amministrazione dovrà sempre pareggiare
gli oneri amministrativi: il saldo tra oneri aggiunti e oneri eliminati dovrà essere pari a zero. Si prevede una valutazione annuale complessiva, comparto per comparto, sentite anche le associazioni di imprenditori e consumatori. Se qualcuno sfora, scatta la delega al governo che sforbicerà gli oneri in eccesso. Se il funzionario non rispetta i tempi di conclusione delle pratiche, rischia sanzioni disciplinari e pecuniarie, mentre cittadini e imprese possono rivolgersi a un altro dirigente. Ogni pratica finale dovrà riportare se i tempi sono stati rispettati o meno.

ISTRUZIONE
Le iscrizioni all'università, dall'anno accademico 2012-2013, saranno possibili solo online. Un unico portale nazionale, in italiano e inglese, consentirà le immatricolazioni in tutti gli atenei d'Italia. Non solo. Anche la verbalizzazione degli esami di profitto e di laurea sarà completamente informatizzata. Sul fronte scuola, le misure in arrivo puntano a consolidare e potenziare l'autonomia scolastica e a definire un "organico dell'autonomia" per ciascun istituto, costituito da tutti i posti di lavoro necessari nel triennio, e un "organico di rete" (esteso alle di scuole in ambito provinciale).

ASSISTENZA
La spesa per l'assistenza sociale sarà monitorata dall'Inps che raccoglierà in un unico bacino, il "Casellario dell'assistenza", i propri dati e quelli in possesso di tutte le amministrazioni pubbliche relativi alle condizioni economiche dei cittadini che si avvalgono di agevolazioni. In particolare, l'incrocio sarà tra i redditi dichiarati ai fini fiscali e la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), il modulo da consegnare all'Inps per il calcolo dell'Isee che garantisce prestazioni sociali agevolate. In caso di discordanze dei dati non giustificabili dal cittadino, l'Inps comunicherà gli esiti delle verifiche all'ente che ha erogato il servizio agevolato e scatterà una sanzione.

IMPRESE
Per disboscare le procedure ridondanti, le imprese potranno partecipare a una fase sperimentale di semplificazione, attivando convenzioni con gli uffici pubblici. Entro fine anno saranno individuate le pratiche da tenere in vita, razionalizzate alcune procedure, introdotte autocertificazioni in materia ambientale. Sarà più semplice assumere stagionali e partecipare agli appalti (ogni anno le imprese presentano gli stessi documenti 27 volte), grazie alla nuova "Banca dati nazionale dei Contratti pubblici". I controlli sulle imprese saranno meno persecutori e più snelli. Le autorizzazioni di polizia non avranno più durata annuale, ma triennale.

E-GOVERNMENT
In arrivo anche l'Agenda digitale italiana, per metterci in pari con l'Europa. Sarà definita da una direttiva del presidente del Consiglio ed avrà come obiettivo "la realizzazione delle infrastrutture tecnologiche e immateriali" utili a sostenere la domanda di servizi digitali e rilanciare e-government, cloud computing (la nuvola informatica) e la completa digitalizzazione di scuola e università. L'accesso dei fondi per la ricerca, anche quelli internazionali, sarà reso più semplice e certo. Una sola impresa potrà fare da capofila nei rapporti con gli enti erogatori dei fondi e spezzare così i lunghi iter burocratici.




(24 gennaio 2012)
  Flop clandestini
 Posted by Action On 17 January 2012 At 19:54:50
Immigrazione, flop delle espulsioni
con il reato di clandestinitàPerché non funziona una legge nata per combattere i "clandestini". Cie al livello più basso da quando sono stati istituiti
di VLADIMIRO POLCHI



ROMA - È una macchina che non cammina. Il complesso meccanismo di contrasto all'immigrazione irregolare, fatto di espulsioni, Cie e reato di clandestinità, non gira più a pieni regimi. I numeri sono lì a dimostrarlo. Flop delle espulsioni: oggi solo il 28% dei rintracciati viene rimpatriato, contro il 49% del 2003. Bluff del reato di clandestinità: solo un denunciato su cinque viene espulso dal Paese. Cie colabrodo: col 38% dei trattenuti effettivamente allontanati dall'Italia, si è raggiunto il livello più basso degli ultimi sei anni. E così, salvo periodiche sanatorie, l'esercito degli irregolari ingrossa ogni anno le sue fila.

Un esercito di irregolari. Stando agli ultimi dati Ismu, oggi in Italia vivono e lavorano 443mila immigrati senza permesso di soggiorno. Il loro allontanamento dovrebbe avvenire o direttamente alle frontiere o dopo l'ingresso sul territorio italiano. Che le armi contro di loro fossero spuntate già si sapeva, ma ora una ricerca del sociologo Asher Colombo, pubblicata dal Mulino, scatta una fotografia più completa e aggiornata della situazione. Lo studio "Fuori controllo? Miti e realtà dell'immigrazione in Italia" 1 sfata innanzitutto alcuni luoghi comuni sia sul fronte dell'accoglienza, che su quello della linea dura.

Il Paese delle 12 sanatorie. Si viene così a sapere che il nostro
Paese ha collezionato dalla fine degli anni Settanta a oggi ben 12 sanatorie, regolarizzando 1 milione e 800mila immigrati. Un record? No, rapportate alla popolazione italiana, le nostre sanatorie hanno avuto proporzioni inferiori a quelle della Spagna, Portogallo e Grecia e paragonabili a quelle realizzate in Francia e Austria negli anni in cui questi Paesi erano le destinazioni principali delle emigrazioni di massa. Sul fronte opposto, si scopre come l'aver prolungato (nel luglio 2011) la durata massima di permanenza nei Cie a 18 mesi non rappresenta un'anomalia in Europa, visto che in molti Stati (in testa Gran Bretagna e Svezia) la durata prevista è illimitata. Insomma in materia d'immigrazione, pare che nessun Paese possa dare lezione agli altri.

Il flop delle espulsioni. Ma quello che più emerge dalla ricerca del Mulino è l'inefficacia della macchina italiana dei controlli. Frenano le espulsioni: il loro numero cresce infatti ininterrottamente fino al 2002 (superando quota 44mila), per poi calare e raggiungere poco più di 10 mila casi all'anno. Oggi in Italia solo il 28% dei rintracciati in posizione irregolare viene espulso, contro il 49% del 2003. Un calo dovuto in parte alla sentenza del 2004 della Corte costituzionale, che ha sbarrato la strada ai rimpatri senza un preventivo controllo da parte di un magistrato.

Il bluff del reato di clandestinità. A inceppare la macchina repressiva è anche il nuovo reato di clandestinità. All'elevato numero di denunce (quasi 20mila da agosto 2009 ad aprile 2010), non corrisponde infatti un numero altrettanto elevato di espulsioni. Finora solo un denunciato su cinque ha ricevuto la sanzione dell'espulsione, ma per alcune nazionalità la quota scende ulteriormente. È il caso dei cinesi, ucraini, egiziani, pakistani, ghanesi, ivoriani, per i quali al massimo il 15% dei denunciati ha ricevuto l'ordine di espulsione. "L'introduzione di questo reato - scrive Asher Colombo - rischia di ingolfare le procure e non ha raggiunto uno degli obiettivi principali che si prefiggeva, quello di accrescere l'efficacia delle espulsioni".

La roulette dei Cie. Infine i Cie: chi viene rinchiuso raramente torna in patria. Nel 2009, quando le espulsioni effettive sono state pari al 38% dei trattenuti, si è raggiunto il livello più basso degli ultimi sei anni. Non solo. I Centri fanno selezione: entrano con più probabilità gli immigrati irregolari facilmente espellibili perché provenienti da Paesi con i quali esistono accordi di rimpatrio di buona qualità. Non solo. C'è anche una lunga lista d'attesa: il numero di domande di trattenimento di irregolari presentate dalle questure che non hanno Cie sul proprio territorio è di gran lunga superiore ai posti disponibili. Dal 2003 a oggi la quota di richieste non evase è stata non solo superiore alla metà, ma pari a tre quarti. Si capisce allora perché l'espulsione in Italia è diventata una sorta di roulette.


(17 gennaio 2012)

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