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E' nato il portale di TuttoStranieri
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27 May 2007
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Ciao e ben arrivato su TuttoStranieri
Cosa e' TuttoStranieri? Non e' facile dare una risposta completa, ma volendo provare a farlo e volendo semplificare molto, TuttoStranieri e' un sito web che si prefigge lo scopo di aiutare quanti, stranieri o italiani, hanno a che fare con le complesse procedure burocratiche sull'immigrazione in Italia.
In primo luogo il sito e' rivolto agli stranieri e alle loro famiglie, ma non solo, perche' ormai il fenomeno dell'immigrazione in Italia e' di portata tale, che anche gli Italiani che per lavoro o per amore, intrecciano le loro vite con le pratiche sull'immigrazione si rivolgono sempre piu' spesso a noi.
Ma perche' l'esigenza di un sito come TuttoStranieri? I motivi sono molteplici, ma si possono evidenziare i fondamentali.
Il primo tra tutti e' la mancanza di informazioni e in alcuni casi la presenza di informazioni non corrette presso le istituzioni statali competenti, siano esse italiane o straniere. La maggior parte dei nostri visitatori cerca nel WEB quelle informazioni che dovrebbero essere di pubblico dominio, ma che in realtà sono di difficile reperimento. Lo scopo fondamentale di TuttoStranieri e' quello di fornire informazioni (Help Desk), informare.
Il secondo motivo che porta nuovi amici su TuttoStranieri e' certamente quello dei problemi con la pubblica amministrazione. Le procedure per ottenere un visto, un permesso di soggiorno, un permesso di lavoro o un ricongiungimento familiare, solo per citare alcuni esempi, sono talmente complesse e le nostre amministrazioni statali, talmente oberate di lavoro, che spesso si bloccano e rimangano ferme per mesi, in alcuni casi anni. In TuttoStranieri, cerchiamo di spiegare agli iscritti quali sono i loro diritti, ma anche i loro doveri e come interagire con le amministrazioni statali per far si che i procedimenti richiesti vadano a buon e celere termine.
Il terzo motivo che porta nuovi iscritti, potra' sembrare strano ad alcuni, e' la difficolta' che riscontra un italiano per contrarre matrimonio o per vivere con uno straniero. Sono decine tutti i mesi i ragazzi e le ragazze italiani/e che ci chiedono una mano sulle procedure per potersi sposare in Italia oppure all'estero o anche su come far ottenere un visto al proprio compagno/a.
Ma il sito TuttoStranieri non e' soltanto questo, e' anche una comunita' di amici, di persone che incontratesi casualmente con dei problemi o degli interessi comuni, relativi all'immigrazione, hanno poi trovato piacevole la nostra comunità virtuale e hanno deciso di farne parte stabilmente. Il nostro forum ha quindi una grande sezione di intrattenimento in cui gli iscritti hanno modo di parlare del più e del meno oltre che ovviamente di immigrazione.
Chi lavora dietro TuttoStranieri? Prima di rispondere, voglio sottolineare che TuttoStranieri e' un sito assolutamente gratuito, sia per consultarlo che per partecipare attivamente, non e' richiesto alcun contributo economico, ma solo il rispetto delle normali regole di comportamento e l'accettazione incondizionata del regolamento. Chi siamo noi dunque? La risposta e' limitata ovviamente ai moderatori di TuttoStranieri, amo definirci un gruppo di amici, tutti esperti in vari settori dell'immigrazione. Alcuni di noi hanno accumulato tali esperienza per essersi trovati direttamente coinvolti nella questione, altri sono invece lavoratori professionisti nei vari settori amministrativi. Tutta quanti possediamo anni di esperienze e studi sui temi che interessano gli stranieri e cerchiamo di condividerle con quanti ci chiedono un consiglio.
TuttoStranieri si compone di due sezioni principali. La prima, un sito web (www.tuttostranieri.org) in perenne costruzione e aggiornamento, che contiene una serie di guide sulle principali procedure amministrative che coinvolgono gli stranieri, nonche' una raccolta ordinata delle leggi sull'immigrazione italiane ed europee. La seconda sezione, un forum di discussione (www.tuttostranieri.it) nel quale e' possibile interagire con gli amministratori e i moderatori del sito e anche con gli altri utenti.
Il forum e' diviso in sezioni, ogni sezione e' associata ad una particolare procedura/problema inerente l'immigrazione o alla vita quotidiana che uno straniero affronta in Italia.
Nel rinnovarti il ben venuto tra noi, ti auguro una buona permanenza e di trovare utile il nostro sito.
Lo Staff di TuttoStranieri
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| Notizie e stampa
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Posted by ginopilotino On 11 February 2010 At 11:36:57
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Dovrebbe essere radio vaticano, la trasmissione credo si chiami ancora "hola mi gente"
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Posted by f_a_b On 05 February 2010 At 12:30:58
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Maroni e Sacconi: "Via all'acccordo di integrazione". Ecco come funzionerÃ
Roma – 5 febbraio 2010 - Trenta punti da accumulare entro la scadenza del permesso. Premiato chi fa passi avanti nell'integrazione, ad esempio imparando l'italiano o facendo studiare i figli nelle nostre scuole, punito chi invece si allontana dalla “retta via†commettendo reati. E se i punti finiscono, scatta l'espuslione.
È il nuovo sistema di permesso a punti basato sull''accordo di integrazioneâ€. La legge sulla sicurezza prevede infatti che ogni immigrato, quando chiede il permesso di soggiorno, firmi un “accordo, articolato per crediti, con l’impegno a sottoscrivere specifici obiettivi di integrazione, da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiornoâ€.
Una rivoluzione imminente, hanno annunciato ieri il ministro dell'interno Roberto Maroni e quello del lavoro Maurizio Sacconi, nel corso della presentazione a Roma del nuovo bimestrale di studi e documentazione sui temi dell' immigrazione 'Liberta' Civili' curato dall'omonimo dipartimento del Viminale.
"Abbiamo proprio oggi discusso il regolamento che prevede la stipula di un 'Accordo di Integrazione' al momento del rilascio del permesso do soggiorno†ha detto Maroni. “Nell' accordo vengono definiti specifici obiettivi, da raggiungersi nel periodo di vigenza del permesso ovvero entro i due anni e una successiva valutazione da parte dello Sportello Unico sul raggiungimento di questi obiettivi: se sono stati raggiunti, c'e' il rinnovo del permesso di soggiorno; se non sono stati raggiunti c'e' l'espulsione".
"Nei prossimi giorni – ha aggiunto Sacconi - vareremo questo 'Accordo di Integrazione' che sottolinea la responsabilizzazione della persona che richiede il permesso di soggiorno, con diritti e doveri, come la conoscenza della lingua italiana, l'iscrizione al servizio sanitario, la frequentazione della scuola dell' obbligo per i minori, la trasparenza nei contratti abitativi".
Secondo Maroni, il permesso a punti "garantirà l'integrazione: all'immigrato che richiede il permesso di soggiorno si dice cosa deve fare, si suggeriscono le cose da fare, affinche' possa integrarsi perfettamente nella comunita' in cui e' venuto a vivere ".
Quanto ai tempi, “siamo praticamente pronti – ha assicurato il titolare del Viminale- applicheremo questo 'Accordo di Integrazione' solo al rilascio dei nuovi permessi di soggiorno, con durata di due anni e alla fine ci sara' la valutazione dei risultati raggiunti. L'intesa raggiunta fra i ministeri dell' interno e del welfare sara' trasfomata in un provvedimento con un decreto, un Dpr che regolamentera' la materia".
Critica Livia Turco, responsabile Immigrazione del Pd, secondo la quale il permesso di soggiorno a punti sarà “una forca caudina che ostacolera' l'integrazione e favorirà l'irregolarita'''.
“In un paese come l'Italia dove per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno occorre aspettare piu' di un anno e dove i corsi di lingua e cultura sono gestiti dal volontariato e dalla Chiesa, non e' possibile aspettarsi altro" dice Turco. "L'Italia purtroppo non e' il Canada: se Maroni e Sacconi vogliono imitare il Canada o gli altri paesi che hanno adottato questo tipo di sistema, allora - conclude la parlamentare del Pd- risolvano prima questi problemi e garantiscano tempi certi per i rinnovi dei permessi e corsi di lingua e cultura forniti dalla scuola pubblica''.
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Posted by amedeo On 29 January 2010 At 17:33:00
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Un saluto a tutti.
Riporto una notizia dal sito Disinformazione, nella speranza che non sia vera!!!
Grave attacco alla libertà di espressione 21 gennaio 2010 - www.emiliaromagna.antoniodipietro.it/siti/rn/?p=1247
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.l. 733) e, tra gli altri, un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (U.D.C.) identificato dall’articolo 50-bis: â€Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internetâ€. (vedi sotto articolo integrale) La prossima settimana il testo approderà alla Camera diventando l’articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della Casta. In pratica, in base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i “providers†dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all’estero; il Ministro dell’Interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta ! In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia Facebook, YouTube e “tutti i blogâ€, che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo dove una “media company†ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa “media companyâ€, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un’impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una Commissione contro la pirateria digitale e multimediale, che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza†di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare†con leggi di repressione Internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non riescono più a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa! Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet, in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico. Date la massima diffusione a questa notizia per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli Italiani, perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema puramente dialettico
www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=391198&idoggetto=413875
Art. 50-bis. (Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet) 1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. 2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma. 3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento. 4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell'interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche. 5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".».
Un saluto a tutti,
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Posted by Julina On 22 January 2010 At 13:06:11
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LICENZIATO due anni fa dalla scuola media Volta-Gramsci di Cornigliano perché straniero, un giovane insegnante di origine marocchina si è rivolto al Tribunale del Lavoro di Genova. Ieri mattina i giudici gli hanno dato ragione: la scuola – e di conseguenza il ministero della Pubblica Istruzione – lo hanno «discriminato», il professore nordafricano ha diritto ad insegnare, e a tornare in graduatoria. Il ministero gli deve un risarcimento materiale – per il periodo in cui è stato messo alla porta – ed uno morale. Per un curioso gioco di omonimie, il giudice che ha pronunciato l´ordinanza si chiama Bossi. Margherita Bossi.
E il giovane marocchino, Simohamed Kaabour, 28 anni, nel frattempo è diventato cittadino italiano. Avrebbe comunque acquisito il diritto ad insegnare. «Ma ho continuato a chiedere giustizia per una questione di principio. E perché altri stranieri come me abbiano la possibilità di insegnare nelle scuole italiane, contribuendo alla crescita culturale di tutti».
(Repubblica)
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Posted by yakaar On 21 January 2010 At 03:18:00
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Roma, 20 gen. - (Adnkronos) - I clandestini con figli minori possono rimanere "con un permesso di soggiorno temporaneo" nel nostro Paese. Lo sottolinea la Cassazione secondo la quale "non puo' ragionevolmente dubitarsi che, per un minore, specie se in tenerissima eta', subire l'allontanamento di un genitore, con conseguente impossibilita' di avere rapporti con lui e di poterlo anche soltanto vedere, costituisca un sicuro danno che puo' porre in serio pericolo uno sviluppo psicofisico, armonico e compiuto". In questo modo, la prima sezione civile (ordinanza 823) ha accordato un permesso temporaneo di due anni ad un padre clandestino N.C. che chiedeva di rimanere a Milano per rimanere vicino ai due figli piccoli. A nergargli la possibilita' di restare nel nostro Paese era stata la Corte d'Appello di Milano nel maggio 2008. Contro l'espulsione la difesa del clandestino ha fatto ricorso con successo in Cassazione
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