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 Nulla Osta per ottenere la residenza
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Adrianalexandru
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Posted - 08 September 2009 :  11:49:31  Show Profile  Reply with Quote
Ciao a tutti. Io è da tre mesi che sbatto da tutte le parti per ottenere la residenza. Sono rumena, quindi neocomunitaria e lavoro in una grossa azienda di pubblicità. Mi hanno fatto uno di quei "bellissimi" contratti a progetto dove non si capisce bene se il mio è un lavoro autonomo o subordinato. Per ottenere la residenza, come ben sapete, serve il nulla osta. Solo che il comune sostiene che il mio è un lavoro subordinato perché ho un contratto con l'azienda che mi paga un minimo minimo di contributi. La mia azienda invece sostiene che NO, il mio e un lavoro autonomo e quindi non vogliono farmi la richiesta di Nulla Osta in prefettura. Ho provato di tutto ma non c'era verso di metterli d'accordo. Oggi sono andata al CGIL per fare un ultimo tentativo di capire cosa vuol dire un contratto a progetto. Allora: efettivamente non è ne subordinato ne autonomo....ma una via di mezzo. Se il mio datore di lavoro sostiene che il mio è un lavoro autonomo deve fare una richiesta di Nulla Osta PER LAVORO AUTONOMO in QUESTURA e non in PREFETTURA. Questo dovrebbe risolvere tutto. Io lo spero proprio. Voi avete avuto qualche problema simile al mio??

amedeo
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Posted - 08 September 2009 :  22:23:30  Show Profile  Reply with Quote
[quote]Ciao a tutti. Io è da tre mesi che sbatto da tutte le parti per ottenere la residenza. Sono rumena, quindi neocomunitaria e lavoro in una grossa azienda di pubblicità. Mi hanno fatto uno di quei "bellissimi" contratti a progetto dove non si capisce bene se il mio è un lavoro autonomo o subordinato. Per ottenere la residenza, come ben sapete, serve il nulla osta. Solo che il comune sostiene che il mio è un lavoro subordinato perché ho un contratto con l'azienda che mi paga un minimo minimo di contributi. La mia azienda invece sostiene che NO, il mio e un lavoro autonomo e quindi non vogliono farmi la richiesta di Nulla Osta in prefettura. Ho provato di tutto ma non c'era verso di metterli d'accordo. Oggi sono andata al CGIL per fare un ultimo tentativo di capire cosa vuol dire un contratto a progetto. Allora: efettivamente non è ne subordinato ne autonomo....ma una via di mezzo. Se il mio datore di lavoro sostiene che il mio è un lavoro autonomo deve fare una richiesta di Nulla Osta PER LAVORO AUTONOMO in QUESTURA e non in PREFETTURA. Questo dovrebbe risolvere tutto. Io lo spero proprio. Voi avete avuto qualche problema simile al mio??

Originariamente inviato da Adrianalexandru - 08 settembre 2009 :  11:49:31

[/quote]

... e da quando è chiesto questo Nulla-Osta??? E chi lo rilascerebbe???

Un saluto,

Amedeo

Autore dei libri:
- Manuale di sopravvivenza burocratica per italiani con partner straniero
- Ricongiungimento ... step by step
acquistabili su www.edizionidellimpossibile.com

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Solo casi riservatissimi, email: amedeo_si@yahoo.it
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FabioB
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Posted - 09 September 2009 :  00:35:08  Show Profile  Reply with Quote
per i cittadini rumeni e bulgari sono ancora in vigore le disposizioni transitorie. i settori liberalizzati (che non necessitano di nullaosta) sono: agricolo e turistico alberghiero, lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato, nonché per lavoro stagionale.
Per gli altri settori (lavoro subordinato) serve il nullaosta da richiedere in prefettura allo sportello unico.

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Adrianalexandru
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Italy
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Posted - 09 September 2009 :  09:46:56  Show Profile  Reply with Quote
Assolutamente vero. E mi va anche bene questa cosa. La cosa che mi ha fatto impazzire è stata il fatto che con il mio contratto a progetto non riuscivo a fare la residenza poichè il comune sosteneva che ho un lavoro dipendente e quindi dovevo richiedere il nulla osta e invece il mio datore d lavoro sosteneva che il mio è un lavoro autonomo e che non possono farmi la richiesta per il nulla osta. Come dicevo prima, adesso ho chiesto all'azienda dove lavoro di fare richiesta per un NULLA OSTA PER LAVORO AUTONOMO alla Questura e non alla Prefettura. Sembra questa la soluzione.
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Adrianalexandru
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Posted - 09 September 2009 :  09:48:25  Show Profile  Reply with Quote
Ah e comunque nei settori liberalizzati entra anche il lavoro autonomo...cioè avere una Partita IVA.
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Adrianalexandru
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Posted - 09 September 2009 :  09:54:06  Show Profile  Reply with Quote
Amedeo voglio anch'io il suo libro: il "Manuale di sopravvivenza burocratica per italiani con partner straniero" :) Lo trovo in libreria??
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amedeo
Difensore Civico Di TuttoStranieri

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Posted - 09 September 2009 :  10:35:56  Show Profile  Reply with Quote
[quote]Amedeo voglio anch'io il suo libro: il "Manuale di sopravvivenza burocratica per italiani con partner straniero" :) Lo trovo in libreria??

Originariamente inviato da Adrianalexandru - 09 settembre 2009 :  09:54:06

[/quote]

Si, in ogni libreria che accetta di prendere ordini (non tutte lo fanno per contratti con i distributori).

Un saluto,

Amedeo

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amedeo
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Posted - 09 September 2009 :  10:39:38  Show Profile  Reply with Quote
[quote]per i cittadini rumeni e bulgari sono ancora in vigore le disposizioni transitorie. i settori liberalizzati (che non necessitano di nullaosta) sono: agricolo e turistico alberghiero, lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato, nonché per lavoro stagionale.
Per gli altri settori (lavoro subordinato) serve il nullaosta da richiedere in prefettura allo sportello unico.

Originariamente inviato da FabioB - 09 settembre 2009 :  00:35:08

[/quote]

Era una informazione che non avevo. Quante cose occorre ancora conoscere del settore immigrazione!!!

Sapresti indicare anche quali sono i requisiti per questo Nulla-Osta? Immagino un contratto di lavoro subordinato ufficiale, ma per il lavoro autonomo? Essendo tale, non c'è contratto.

Un salutone,

Amedeo

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Adrianalexandru
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Posted - 09 September 2009 :  10:52:07  Show Profile  Reply with Quote
Allora, se hai un lavoro autonomo e detieni la Partita IVA il Nulla Osta NON viene richiesto per ottenere la residenza. Fa parte di uno dei settore liberalizzati. Serve solo nel caso in cui hai un lavoro subordinato e in questo caso il datore di lavoro deve fare la richiesta presso lo sportello unico della prefettura nella provincia dove l'azienda ha la sede legale. Dovrebbe essere una procedura semplice nel caso in cui si ha un regolare contratto di assunzione. Non so dirti quanto tempo ci vuole per il rilascio di questo documento. Comunque queste sono le procedure solo per i Neocomunitari come la Romania e la Bulgaria.
Se hai bisogno di più info chiedimi pure...sono diventata un'esperta nel settore. :)
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amedeo
Difensore Civico Di TuttoStranieri

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Posted - 09 September 2009 :  12:19:43  Show Profile  Reply with Quote
[quote]Assolutamente vero. E mi va anche bene questa cosa. La cosa che mi ha fatto impazzire è stata il fatto che con il mio contratto a progetto non riuscivo a fare la residenza poichè il comune sosteneva che ho un lavoro dipendente e quindi dovevo richiedere il nulla osta e invece il mio datore d lavoro sosteneva che il mio è un lavoro autonomo e che non possono farmi la richiesta per il nulla osta. Come dicevo prima, adesso ho chiesto all'azienda dove lavoro di fare richiesta per un NULLA OSTA PER LAVORO AUTONOMO alla Questura e non alla Prefettura. Sembra questa la soluzione.


Originariamente inviato da Adrianalexandru - 09 settembre 2009 :  09:46:56

[/quote]

In questo caso, però, immagino che la questura non rilasci un bel niente!!! Non rilascia "cose" quando sono dovute, figurarsi quando non sono previste!!! O mi sbaglio???

Un saluto,

Amedeo

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amedeo
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Posted - 09 September 2009 :  12:21:14  Show Profile  Reply with Quote
[quote]
Se hai bisogno di più info chiedimi pure...sono diventata un'esperta nel settore. :)

Originariamente inviato da Adrianalexandru - 09 settembre 2009 :  10:52:07

[/quote]

... più cervelli funzionano sempre meglio di uno solo!!!

Un saluto,

Amedeo

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Adrianalexandru
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Posted - 09 September 2009 :  13:08:42  Show Profile  Reply with Quote
La Questura DOVREBBE rilasciare questo documento...e spero che lo faccia perché un'altra soluzione per me non c'è...dovrò rimanere senza residenza finche l'azienda dove lavoro si deciderà di farmi un contratto più serio. Ti farò sapere come vanno le cose. :)
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FabioB
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Posted - 09 September 2009 :  13:16:13  Show Profile  Reply with Quote
la questura non c'entra niente.

in ogni caso non si capisce come e perchè si possa chiedere un nullaosta per un settore liberalizzato (lavoro autonomo).
Se il settore è liberalizzato (lavoro autonomo) vai in comune e chiedi l'iscrizione anagrafica (come lavoratrice autonoma).

In alternativa prendi in considerazione l'ipotesi di un contratto (non ci sono limiti di tempo o di importo) per lavoro subordinato in un settore liberalizzato (es. colf) per fare l'iscrizione anagrafica e liberarti per sempre da questo vincolo.

infine puoi sempre chiedere l'iscrizione anagrafica anche senza lavorare, a patto di dichiarare la disponibilità di risorse sufficienti e di disporre di un'assicurazione sanitaria che copra da tutti i rischi.

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Adrianalexandru
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Posted - 09 September 2009 :  13:27:43  Show Profile  Reply with Quote
Il comune non me lo riconosce come lavoro autonomo. Per quelli lì lavoro autonomo vuol dire arele la partita IVA. E' proprio questo il mio problema!!! Che anche se il contratto a progetto prevede un lavoro autonomo...il comune non lo ammette. E' questo che non capisco. Come faccio a fare capire al funzionario del comune che il mio è effettivamente un lavoro autonomo e non un lavoro subordinato??Non c'è una legge chiara che dice: Contratto a progetto=lavoro autonomo????
Per ciò che riguarda l'ipotesi di fare un contratto come colf o come badante o qualcos'altro del settotre liberalizzato...è assurda. Io ho già un ottimo lavoro. Ed è quello che mi dovrebbe essere riconosciuto per l'iscrizione all'anagrafe.
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FabioB
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Seychelles
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Posted - 09 September 2009 :  14:47:34  Show Profile  Reply with Quote
non spetta al comune decidere se si tratta o no di lavoro autonomo.
Scrivi alla direzione provinciale allegando copia del contratto e chiedendo se si tratta di lavoro autonomo o subordinato.
Ottenuta risposta ti iscrivi subito (se lavoro autonomo) o chiedi il nullaosta (se lavoro subordinato).

oppure ancora chiedi comunque l'iscrizione al comune e poi devono essere loro a motivare l'eventuale rifiuto.

oppure ti iscrivi in base agli artt. 7.1.b e 9.3.b dlgs 30/07 (ultima opzione prima indicata)

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FabioB
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Posted - 09 September 2009 :  14:57:33  Show Profile  Reply with Quote
riporto qui un articolo relativo alla collaborazione a progetto.

Flussi - Un po’ di chiarezza sul contratto a progetto

Dal punto di vista formale, il contratto di collaborazione a progetto (introdotto dagli articoli 61-69 del decreto 10 settembre 2003, n. 276 attuativo della legge 14 febbraio 2003 n. 30) è un contratto di lavoro autonomo ed è riconducibile “a uno o piu’ progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con la organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione della attivita’ lavorativa” (art. 61, comma 1 del decreto citato).
E’ un’autonomia un po’ particolare perché il titolare di un contratto di collaborazione a progetto non è un vero e proprio imprenditore; addirittura non ha nessun obbligo di aprire una propria partita Iva.
Per questi motivi la collaborazione a progetto viene definita contratto di lavoro parasubordinato in quanto ha molte affinità con il tipico contratto di collaboratore dipendente, ma è pur sempre un contratto di lavoro autonomo.
Proprio questa evidente somiglianza tra il contratto a progetto (che una volta si chiamava contratto di collaborazione continuativa) e il contratto di lavoro subordinato, facilita errori e fraintendimenti anche nell’utilizzo dei moduli per il decreto flussi.

Considerazioni generali
Teoricamente il contratto di lavoro a progetto dovrebbe salvaguardare l’autonomia del lavoratore, quindi dovrebbe prescindere da un preciso orario di lavoro, da un controllo costante da parte del datore di lavoro e dalle classiche condizioni di subordinazione. Ma sappiamo bene che nei fatti la situazione è molto diversa.
Nella pratica infatti si tratta di un contratto utilizzato per assicurare al datore di lavoro le medesime prestazioni che sono normalmente corrispondenti ad un contratto di lavoro subordinato.
Quasi sempre si tratta di contratti che vengono utilizzati per raggiungere lo scopo di totale precarietà del lavoratore, con la possibilità di risolvere il contratto di lavoro con maggiore facilità o di mettere sempre un termine allo stesso, nonostante sia possibile assumere a tempo determinato solo nei casi previsti dalla legge. Per i datori di lavoro vi è inoltre la possibilità di pagare meno contributi ed avere un salario depurato degli emolumenti accessori quali tredicesima, trattamento di fine rapporto, ferie pagate e indennità di malattia.
Tutto ciò rappresenta per le imprese l’elemento di utilità che ha dato luogo alla diffusa utilizzazione di questa tipologia di contratto.

Domanda di nulla osta e la collaborazione a progetto
Analizziamo di seguito se il contratto di collaborazione a progetto può essere uno di quei contratti in base ai quali ottenere l’assunzione dall’estero. Ebbene, il contratto di collaborazione a progetto non è espressamente considerato in nessuno dei moduli messi a disposizione dal Ministero (per lo meno tra quelli messi a disposizione nel sito internet dello stesso). Verosimilmente non sarà previsto nemmeno nei moduli predisposti col sistema a lettura ottica distribuiti negli uffici postali.

Nel decreto flussi 2006 sono previste le quote per lavoro autonomo, ma queste quote sono condizionate nel loro utilizzo solo a determinate tipologie di attività di lavoro autonomo, nell’ambito delle quali è dubbio se si possa considerare compreso il contratto a progetto. L’articolo 3 dello schema di Decreto flussi – non ancora ufficiale - relativo alle quote per lavoro autonomo recita: “Nell’ambito della quota massima di cui all’art. 1, è consentito l’ingresso di 3000 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero per motivi di lavoro autonomo appartenenti alle categorie di seguito elencate: ricercatori, imprenditori che svolgono attività d’interesse per l’economia nazionale, liberi professionisti, soci ed amministratori di società non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualifica professionale ingaggiati da enti pubblici e privati”.
Il comma 2 dell’art. 3 aggiunge che “All’interno di tale quota sono ammesse sino ad un massimo di 1500 unità, unicamente per la conversione dei permessi di soggiorno per studio e formazione professionale in permessi di soggiorno per lavoro autonomo.”

Quello che non è chiaro è se le quote riservate ai titolari di pds per studio e formazione professionale per la conversione in pds per lavoro autonomo, potranno riguardare qualsiasi attività di lavoro autonomo - nel qual caso si dovrebbe considerare compreso anche il contratto di lavoro a progetto -, o potranno riguardare unicamente le attività di lavoro autonomo indicate generalmente nelle 3000 quote riservate per lavoro autonomo sopra precisate.
Dovremmo però fare una considerazione rispetto al fatto che un libero professionista potrebbe anche stipulare validamente un contratto di lavoro a progetto e quindi, in linea teorica, l’utilizzo delle quote indicate non dovrebbe essere precluso.
D’altra parte l’art. 3, comma 2 sopra riportato si riferisce generalmente a 1500 quote per la conversione del permesso di soggiorno da motivi di studio e formazione professionale a lavoro autonomo quindi, visto che si tratta di una previsione distinta rispetto a quella riportata nel comma precedente, si dovrebbe anche ipotizzare che queste possibilità di conversione possano essere consentite anche a chi ha una possibilità di lavoro autonomo sotto forma di contratto di collaborazione a progetto. Inoltre, non è da escludere che per mezzo di un contratto di lavoro a progetto si possa regolare una prestazione che rientra nell’ambito dell’esercizio di una libera professione intellettuale (il riferimento ai liberi professionisti, contenuto nel decreto, è oprivo di ulteriori condizioni), ivi comprese le professioni per le quali non è prescritta l’iscrizione in appositi albi professionali; si pensi , ad esempio, al webmaster o programmatore o consulente di informatica, al grafico pubblicitario, all’aziendalista.

Qualcuno correttamente ci ha segnalato che gli uffici competenti avrebbero già espresso un parere quantomeno dubitativo sulla possibilità di utilizzare ai fini della conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro autonomo un contratto di lavoro a progetto, come prova che l’interessato svolgerà in Italia un’attività di lavoro autonomo. Le considerazioni che abbiamo fatto finora sulla modulistica devono essere a maggior ragione riprese con riferimento a tipologie di contratto che non sono nella stessa espressamente previste, tant’è che, chi ci ha segnalato i dubbi di cui sopra a seguito di una richiesta diretta presso gli uffici competenti, si è sentito rispondere che dovrà compilare il modulo classico per lavoro subordinato con indicazione sia del contratto collettivo di categoria applicato all’attività lavorativa prevista, sia del livello di inquadramento del lavoratore e delle mansioni, compresa la natura del contratto (se a tempo determinato o indeterminato). Chiaramente tutte queste indicazioni sono elementi tipici del contratto di lavoro subordinato.

Cosa fare
Dal punto di vista pratico, poiché il tentativo di ottenere una quote del decreto flussi è una chance purtroppo rarefatta e già difficile da utilizzare, non ci sentiremmo di consigliare agli interessati di organizzare l’inoltro di domande di autorizzazione non aderenti il più possibile alla modulistica ed alla prassi indicata dagli uffici competenti, anche se vi potrebbero poi essere delle valide ragioni da difendere in un eventuale ricorso. Ma i ricorsi durano tanto tempo, costano soldi ed anche un po’ di salute per chi deve attenderne l’esito e inoltre, dal punto di vista pratico, non rappresentano una soluzione che raccomandiamo.
Dobbiamo suggerire, se non altro per motivi di stretta convenienza, di aderire il più possibile agli standard indicati dall’amministrazione competente. Questo indipendentemente dalla correttezza o meno di determinate questioni interpretative, o di determinate soluzioni adottate dall’amministrazione.

[ martedì 14 febbraio 2006 ]

Fonte: Melting Pot

Vi Veri Veniversum Vivus Vici
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FabioB
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Posted - 09 September 2009 :  14:58:50  Show Profile  Reply with Quote
in conclusione o chiedi l'iscrizione lo stesso (come lav. autonoma), se il comune rifiuta (motivando il rifiuto) fai ricorso oppure segui una delle altre opzioni indicate.

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Adrianalexandru
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Posted - 09 September 2009 :  15:10:41  Show Profile  Reply with Quote
Grazie mille Fabio!!!! Seguirò i tuoi consigli. :) Ti farò sapere l'esito.
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